“Dopo Carosello, tutti a nanna!” La pubblicità più innovativa di tutte
novembre 29, 2018
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Solo pochissimo tempo fa abbiamo parlato del grande Armando Testa e dei suoi progetti per diverse pubblicità inserite nel contenitore televisivo Carosello. L’approfondimento e la ricerca di materiale storico ha acceso in noi la curiosità di capire la storia legata a questo programma, il quale ha rivoluzionato il modo di fare pubblicità e ha introdotto un format che ha gettato le basi della comunicazione pubblicitaria odierna.

All’inizio dell’anno 1957, la Rete 1 della RAI decide di promuovere per la prima volta la pubblicità per mezzo della televisione, ma poichè a quel tempo la legge italiana proibisce l’introduzione di messaggi pubblicitari all’interno dei programmi televisivi, studia e inventa un nuovo format: il Carosello, appunto. Ed è proprio nel suo format che il Carosello diventa rivoluzionario già prima della sua messa in onda, avvenuta il 3 febbraio 1957.

Il contenitore, trasmesso quotidianamente dalle ore 20:50 alle 21:00 (a causa dell’austerity, a partire dal 2 dicembre 1973 va in onda alle 20:30), e sospeso solo in casi eccezionali, si compone di alcuni sketch, che all’epoca non si chiamano ancora spot, e che si ispirano direttamente al mondo del teatro, della musica, del cinema. Il formato che ogni sketch deve rispettare è rigidissimo: diviso in due parti, è caratterizzato per il primo minuto e 45 secondi dal pezzo, ovvero un momento vero e proprio di spettacolo, mentre i restanti 30 secondi vengono dedicati al codino, ovvero uno spezzone che contiene il messaggio pubblicitario e dove può venire citato il prodotto sponsorizzato. Pezzo e codino non devono mai interagire, ma sono sempre distintamente separati in ogni sketch. All’interno di ogni puntata di Carosello, con un rigore rigidissimo legato alla rotazione televisiva, vengono trasmessi 4 episodi, portati successivamente a 5 e poi a 6.

Il programma diviene in breve tempo amatissimo dal pubblico, grazie al nuovo linguaggio introdotto: la breve lunghezza degli episodi esige un linguaggio diretto, immediato, che catturi l’attenzione, diverta lo spettatore, e che, in generale, intrattenga il pubblico.

Questa necessità di un linguaggio immediato e riconoscibile divene anche uno specchio importantissimo della società in piena rinascita economica: negli sketch si trovano, infatti, immagini e stereotipi che riflettono lo sviluppo e le debolezze sociali dell’Italia di quegli anni.

Ma l’innovazione del Carosello non si ferma solo al format o ai riferimenti sociali: introduce aspetti fondamentali legati all’animazione e alla comunicazione grafica.

Di sicuro, l’utilizzo dell’animazione nel piccolo schermo è un’assoluta novità in quel tempo, e contribuisce a rilanciare la scuola di animazione italiana: celebri sono ad esempio personaggi come Angelino per il detersivo Supertrim e l’Omino coi baffi per Bialetti (entrambi ideati da Paul Campiani), oppure Calimero per Mira Lanza e La Linea per Lagostina (ideati da Osvaldo Cavandoli). Attraverso altre tecniche di animazione vengono creati invece i personaggi Caballero e Carmencita della pubblicità Lavazza e Papalla per Philco, ideati da Armando Testa, o ancora Topo Gigio per la pubblicità Pavesini, e Maria Rosa per il Lievito Bertolini.

Il Carosello è caratterizzato anche da una grafica davvero poetica ed evocativa che si rispecchia nelle sigle e nei tipici siparietti che dividono i diversi episodi. In questo caso possiamo individuare due sigle differenti: la prima, andata in onda a partire dal 1957, che mostra le immagini di un teatrino con le tende che si aprono e chiudono, le quali raffigurano scene teatrali, e la seconda, andata in onda a partire dal 1962, che invece mostra immagini realizzate a tempera e che raffigurano gli scorci di alcune città italiane: Venezia, Siena, Napoli, Roma. Bellissimi i siparietti che dividono gli episodi, e che giocano sulla rotazione di cartelli e sul contrasto bianco / nero, con immagini che raffigurano i musicisti presenti anche nelle immagini in sigla.

Parlando di musica, è davvero dolce risentire la melodia che accompagna il Carosello e che, come le immagini delle città italiane, diventa testimone della cultura: la famosissima colonna sonora è infatti una interpretazione di una tarantella napoletana datata 1825.

Ma il Carosello non è fondamentale solo per tutto questo (e ce ne sarebbe in abbondanza!) ma anche perchè ad esso hanno contribuito con la loro arte, tanti attori, cantanti, presentatori; la lista è lunghissima, e tra i vari nomi prestigiosi troviamo Totò (pubblicità Star), Vittorio Gassman (pubblicità Perugina), Alberto Sordi (pubblicità Gancia), Mike Bongiorno (che inscena una puntata del Rischiatutto per la pubblicità della birra Dreher), Corrado, Dario Fo, Franca Rame, Franca Valeri, Adriano Celentano, Mina (celebri sono i suoi sketch per Barilla e quelli per Tassoni, veri e propri precursori degli attuali video musicali), Domenico Modugno, Nino Manfredi, Virna Lisi, Gino Bramieri, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini (detersivo Persil), Renzo Arbore, Gianni Boncompagni, e addirittura Frank Sinatra.

Concludendo, è chiaro come, oltre all’innovazione del linguaggio, il Carosello sia importante per il valore “nobile” dato al messaggio pubblicitario, il quale viene incluso in un contesto di spettacolo e arte, tanto che quest’ultimo acquisisce un ruolo chiave nell’intero programma; è in questa fase storica che nasce il rapporto tra intrattenimento televisivo e promozione commerciale, e forse mai come qui si è riusciti ad ottenere un risultato tanto amato ed apprezzato dal pubblico. L’innovazione si rispecchia anche per quella ricerca di sperimentazione con la quale i grandi designer e pubblicitari si misurano per ricercare soluzionifino ad allora mai pensate.

L’ultima puntata di Carosello va in onda il 1 gennaio 1977, e la chiusura del programma è da attribuirsi probabilmente a un mercato in rapida evoluzione che richiede tempi di promozione sempre più ridotti, e la necessità, da parte delle aziende, di investire somme di denaro meno elevate rispetto a quelle richieste per realizzare un mini-spettacolo. Da allora sono molte le citazioni che, in ambito televisivo, rimandano all’immaginario creato dal Carosello.

Se volete però fare un tuffo nel passato, sono molte le possibilità per riguardare sketch e puntate intere dell’amato programma: basta fare un po’ di ricerca sui canali streaming, e sarete di nuovo catapultati in quel magico mondo di personaggi e slogan (e ne riconoscerete tantissimi!). Però poi, come da tradizione, “dopo Carosello, tutti a nanna!”

 

di seguito, una selezione di frame di alcuni tra i più famosi sketch andati in onda nel Carosello: