La storia dietro a un font: Garamond
agosto 29, 2019
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Ritorna l’approfondimento dedicato alla storia dei font, e questa volta parliamo di Garamond, uno dei font (o una delle font) con grazie più conosciuti, famosi, e anche più imitati in assoluto.

Il Garamond ha origine addirittura in epoca rinascimentale quando, nel XVI secolo, il suo creatore Claude Garamond, che già da tempo svolge la professione nella tipografia e nell’editoria, inizia a lavorare presso la corte del re Francesco I di Francia. Quest’ultimo infatti commissiona al tipografo tre modelli di caratteri dell’alfabeto greco da utilizzare per le pubblicazioni dedicate al re stesso. Nasce così il Greco del Re,  precessore di ciò che Garamond avrebbe poi creato in ambito tipografico.

Partendo dallo studio dei caratteri antichi egli elabora e perfeziona le proporzioni, soprattutto applicate alle forme tonde , tanto che il suo stile viene presto ampliamente apprezzato e riconosciuto, arrivando a sostituire l’impiego dei caratteri gotici fino a quel tempo generalmente utilizzati, e da contribuire alla definizione di quelli che oggi chiamiamo comunemente font serif, ovvero “con grazie”.

Tuttavia, così come prolifica è l’attività del maesto, in tutta la prima metà del ‘500 è talmente grande la quantità di font creati dai diversi tipografi, che in molti casi è difficile stabilire un’attribuzione precisa. In ogni caso a Garamond vengono attribuiti con certezza, in una pubblicazione del 2010 curata da Hendrik Vervliet, 34 font tra romani, italici, grechi e ebraici, più altri 3 di attribuzione incerta.

L’innovazione: l’italic

Nonostante Garamond si mostra da sempre meno interessato ai caratteri italic rispetto ai roman (va ricordato che all’epoca, i font in italic vengono considerati separatamente rispetto ai roman, e non parte integrante della loro progettazione) è proprio per questa tipologia che il tipografo mette in atto una piccola rivoluzione: contrariamente alla tradizione che vuole le lettere capitali italiche diritte, egli è tra i primi tipografi che declina l’obliquità del corsivo inferiore anche ad esse, definendo lo stile moderno utilizzato ancora oggi. 

Il Greco del Re

Il lavoro sviluppato da Garamond per creare questa font è molto complesso, e evidenzia una maestria raffinatissima nella progettazione: infatti, per far convivere le tecnologie della tipografia e la simulazione delle calligrafie cretesi, il tipografo studia una gamma di caratteri che necessitano un’accurata scelta e selezione a seconda delle parole da formare. Questo procedimento è ovviamente troppo complicato per essere applicato a certe modalità attuali, anche se alcune versioni del Garamond contengono alcuni elementi che rappresentano l’unione tra il progetto tipografico e l’ispirazione dei disegni latini.

A partire dai primi anni del ‘900, periodo durante il quale le font old-style godono di rinnovato interesse, nascono molte font che derivano, o si pongono, come varianti del classico Garamond, anche se talvolta esse si ispirano all’opera ed elaborazione di colleghi e successori di Claude Garamond, come ad esempio al maestro Robert Granjon e Jean Jannon, i quali studiano e sviluppano, nel ‘500 e ‘600, i disegni di Garamond per progettare nuove font basate sui progetti del maestro tipografo.

Una curiosità legata al Garamond è legata al fatto che esso è il font impiegato ufficialmente per la corrispondenza delle Ferrovie dello Stato. Un altro impiego molto famoso di un font molto simile al Garamond, è quello delle targhe automobilistiche italiane fino ai primi anni ‘50.

Invece, alcuni dei font derivati direttamente e più strettamente dai disegni di Garamond, sono: Granjon, Sabon, Adobe Garamond e Garamond Premier.